Fine Chocolate Organization contro la bocciatura della Ue

Una sentenza che offende tante aziende, che lavorano nel segno della qualità e della tradizione, e che offende l’intelligenza dei consumatoriMirco Della Vecchia, presidente  della Fine Chocolate Organization, commenta così la decisione della Corte di giustizia europea che ha condannato ieri l’Italia, rea di avere autorizzato la denominazione ‘cioccolato puro’ sulle etichette di prodotti di cioccolata che, al contrario, avrebbero dovuto segnalare anche la presenza di “altri grassi vegetali oltre al burro di cacao”.

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La normativa italiana, secondo i giudici, “è idonea a indurre in errore il consumatore e a ledere il suo diritto ad un’informazione corretta, imparziale ed obiettiva”. L’accusa mossa contro Roma dalla Commissione Ue si basa sul fatto che l’Italia ha introdotto una denominazione di vendita supplementare per i prodotti di cioccolato, a seconda che essi possano essere considerati ‘puri’ o meno. Ciò che ritiene inderogabile la stessa Commissione è che il consumatore debba essere informato circa la presenza o meno nel cioccolato di grassi vegetali sostitutivi mediante l’etichettatura, e non tramite l’impiego di una distinta denominazione di vendita.

Quando si cerca di mettere in pista delle azioni importanti a tutela dei consumatori, per poter garantire loro chiarezza ed una qualità maggiore nella scelta del prodotto” – continua il presidente della Fine Chocolate Organizationla cosa non è apprezzata. Non capiamo come l’Europa possa avere provvedimenti che al posto di puntare all’innalzamento della qualità mirano dritti all’abbassamento degli standard che abbiamo raggiunto fino a questo momento.”

Una sentenza paradossale – attacca Della Vecchia – ci si accusa di essere poco chiari quando la dicitura ‘cioccolato puro’ è stata creata proprio per essere di immediata e chiara comprensione per il consumatore e per tutelare un prodotto che esiste da 300 anni, e che noi artigiani continuiamo a fare come allora solo con burro di cacao. Ora da Bruxelles ci dicono che chiamandolo cioccolato puro abbiamo inventato un nuovo prodotto.”

“Come Associazione che rappresenta in Italia oltre 80 imprese artigiane – conclude Della Vecchia – ci auguriamo con forza, che l’Italia possa cogliere ed interpretare questo provvedimento permettendo a noi cioccolatieri di continuare a lavorare e proporre dei prodotti di qualità e che i consumatori possano essere tutelati in modo trasparente magari attraverso adeguate campagne di comunicazione”.

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